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ALIMENTARE COMUNITA' LOCALI INCLUSIVE
Coordinamento Giovanni Vergani (Coop. Novo Millennio - Monza)

le nuove sfide: ALIMENTARE COMUNITA' LOCALI INCLUSIVE

La questione che intendiamo affrontare e approfondire in questo Laboratorio si fonda sull'ipotesi che oggi, guardando ai percorsi che possono generare valore sociale, dobbiamo sempre più spostare e concentrare la nostra attenzione intorno alle comunità locali, ai territori specifici, alle reti relazionali che in esse possiamo promuovere.
Tesi centrale delle riflessioni sviluppate all'interno del Network di Immaginabili Risorse, filo conduttore della ricerc-azione, è la convinzione che le persone con disabilità possano contribuire alla produzione di valore sociale per tutti.
Nel lavoro del Laboratorio cercheremo, perciò, di sviluppare contributi intorno a questa tesi, centrando la nostra attenzione sulla relazione tra le persone con disabilità e la comunità locale, e su come possiamo alimentare comunità locali dentro questa logica di reciprocità.

Spostare la nostra attenzione dalla persona con disabilità alla comunità territoriale, evidenzia la necessità di considerare il processo di inclusione sociale in una logica relazionale. Questo è uno degli elementi centrali che dobbiamo osservare e che le riflessioni di questi ultimi anni ci stanno portando a considerare in modo inedito.
La questione, quindi, non sta anzitutto nel promuovere iniziative di sensibilizzazione dei territori perché si aprano a "spazi" di accoglienza delle persone con fragilità. Tale sguardo è ciò che ha caratterizzato, negli ultimi vent'anni, la ricerca da parte di servizi e associazioni di contesti di territorio dentro cui poter svolgere attività di varia natura, sempre volte, però, verso un'esclusività di risposta a favore delle persone con disabilità. Questa modalità, peraltro significativa laddove realmente sviluppata e costruita tende tuttavia a evidenziare una relazione unidirezionale in cui il contesto comunità "apre le porte" in una logica che afferisce a dinamiche di carattere "pietistico" che, come tale, non considera la possibilità di una reciprocità della relazione. La tesi di Immaginabili Risorse sposta, invece, la nostra attenzione verso un'inedita dinamicità relazionale in cui è possibile, non azzardato, parlare di benefici per tutti, una relazione dentro cui poter scoprire risorse inaspettate, o fino ad oggi "non vedute".
E' sulla base di questa ipotesi che dobbiamo guardare alla comunità locale, che dobbiamo provare a indagare quegli aspetti che ne possano alimentare percorsi virtuosi e reali di reciprocità, che possano aiutarci a passare dall'idea di inclusione sociale alla costruzione di coesione sociale.
La domanda, sottesa alle riflessioni che costruiremo intorno a questo Laboratorio, diventa perciò: come è possibile alimentare nella comunità locale questo approccio di reciprocità, di costruzione e partecipazione, nella scoperta di competenze a volte non conosciute e come tali inedite? In quali aspetti possiamo ritrovare elementi di novità da alimentare per favorire possibili reciprocità?

Alla base della costruzione di proposte sul territorio, che certamente hanno di fondo il desiderio di una maggiore possibilità di inclusione delle persone con disabilità, possiamo oggi intravvedere alcuni elementi di fondo che possono favorire il coinvolgimento della comunità in una relazione di reciprocità:
Innanzi tutto ... avere in mente la comunità territoriale, entrare in relazione con essa, favorire lo sviluppo di iniziative che valorizzino il contesto, le realtà e le persone che lo vivono nella promozione di processi di radicamento.
In secondo luogo ... promuovere un nuovo punto di vista dentro cui immaginare la costruzione di iniziative che siano rivolte a tutti: non viene richiesto alle persone del territorio di collaborare alla costruzione di iniziative "esclusive" per le persone con disabilità, ma all'attivazione di proposte che possano essere "per tutti" e che possano arricchire il territorio stesso. Questo è uno degli aspetti cruciali: se davvero vogliamo alimentare inclusione sociale, è fondamentale che la comunità stessa, tutte le persone coinvolte, sentano di esserne arricchite.

E ancora ... le persone si incontrano e collaborano intorno a degli interessi comuni. Ciò che unisce e fa incontrare è la medesima passione per lo sport, la musica, il lavoro, il paese o il quartiere in cui si abita.
Alimentare occasioni di relazioni di reciprocità diventa possibile se diventiamo sempre più capaci di far incontrare le persone intorno a una passione o un interesse condiviso, se diventiamo sempre più capaci di costruire insieme e condividere obiettivi in cui realmente i benefici siano per tutti.

Infine ... ma non da ultimo tutto ciò diventa possibile in un lavoro di attenta co-progettazione tra Istituzione pubblica e privato sociale. Passaggio determinante per la costruzione di un welfare di comunità capace di mettere in campo nuove prospettive di lavoro e risorse.
In conclusione, è nello stesso approccio inclusivo che possiamo ritrovare ingredienti e aspetti capaci di alimentare le comunità locali, ovvero di favorire quegli elementi benefici dove la partecipazione condivisa e l'accoglienza della fragilità possa divenire spazio in cui ciascuno possa sentirsi valorizzato, riconosciuto, cittadino tra cittadini.

Per aiutarci nella riflessione ascolteremo le testimonianze delle esperienze:
- Comune di Curno - Bergamo
- Cooperativa Cogess - Brescia
- Territorio Abitato - esperienza nel Comune di Monza




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