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FARE COMUNITA' LOCALE
Coordinamento Giuseppe Strano(Coop. Piano Infinito - Vicenza)

Partiamo dal concetto di cooperativa sociale, così come lo abbiamo sempre inteso noi di Piano Infinito.
Ci piace immaginare la Nostra cooperazione sociale come l'espressione giuridico/imprenditoriale di un territorio che si organizza.Un territorio fatto di persone che si mettono assieme e si spendono con l'obiettivo di modificare l'assetto socio relazionale che le circonda. Il presupposto è l'individuazione di quegli elementi critici che non soddisfano la nostra idea di "mondo giusto, accogliente e sostenibile" per poi mettere assieme azioni e risorse e tentare di cambiare le cose. Dal nostro punto di vista migliorarle.
Per questo la cooperativa deve diventare soggetto attivo che influisce sulla realtà locale e tenta di diventarne un autorevole punto di riferimento.
Il valore aggiunto in questa mission civile è rappresentato dall'oggetto più prettamente sociale di cui la cooperazione si occupa:la funzione di advocacy e di mediatori di una o più categorie definite svantaggiate dalla legge 381 (e non solo) ma che in realtà catalizzano ed esprimono le grandi contraddizioni di un sistema fragile e in progressiva crisi.
Nel nostro caso le persone con disabilità.
Nella quotidianità della gestione dei servizi, per mandato istituzionale e all'interno della rete del welfare (o quel che ne resta), riteniamo fondamentale spingersi oltre e provare a "trarre vantaggio" dal nostro osservatorio e dalle nostre capacità di generare relazioni positive.
E' importante farsi antenna con i propri servizi delle necessità delle persone con disabilità, ma allo stesso modo bisogna saper leggere coi propri soci la comunità che ci circonda, farla nostra e incidere su di essa.
Non abbiamo pretesa scientifica, né ci rappresentiamo come referenti di un approccio sistemico per il potenziamento della valorizzazione della comunità locale (progettazione partecipata..). Ci piace però evidenziare i temi e le caratteristiche che ci fanno riconoscere come portatori di questo valore generativo.
E quindi facciamo comunità locale:
Valorizzando il fatto che ogni socio, oltre all'appartenenza attiva alla cooperativa, è inserito in contesti vitali della propria comunità. Solitamente noi soci di cooperativa siamo rappresentanti di classe per i nostri figli a scuola, siamo responsabili nei gruppi scout, in quelli parrocchiali, facciamo politica attiva in vari comitati cittadini, siamo animatori dei nostri quartieri...ecco, uniamo tutto questo alle potenzialità della cooperativa mettendoci a disposizione con mezzi, strumenti, persone e partecipando alle varie iniziative anche con le persone con disabilità con cui viviamo ogni giorno.
Mettendo a disposizione le nostre energie e gli entusiasmi con iniziative nella e con la comunità.
Aprendo le nostre sedi e accogliendo altri cittadini, altre associazioni per riunioni, feste, pranzi sociali. La comunità deve sapere che esistiamo, che siamo un punto di riferimento su cui contare per progetti e processi progressisti, ma anche per bisogni più semplici: un consiglio su un parente o amico, un passaggio con mezzi attrezzati al parente/conoscente infermo, un trasloco, un'animazione....
Dando disponibilità con spazi e mezzi a altre realtà in Rete o come semplici collaboratori. Capita spesso di venire avvicinati da associazioni di promozione sociale e di volontariato in generale grazie alla nostra visibilità, qualora abbiamo servizi aperti e rivolti al territorio. Ci viene richiesto appoggio o aiuto o, addirittura, di essere beneficiari della loro azione (per esempio succede che un gruppo in seguito ad un'iniziativa propria raccolga fondi e decida di destinarli alla cooperativa proprio perché ne riconosce il valore sociale).
Dando disponibilità alle amministrazioni pubbliche, in maniera da definirci per esse non solo dei gestori di servizi (per quanto sussidiari), ma dei promotori e divulgatori di ulteriori benefit comunitari (esempio: disponibilità per il trasporto persone con disabilità fisiche alle urne).
Abitando il territorio con progetti di co-housing e gruppi appartamento inseriti nei quartieri, nei condomini, in modo che la presenza delle persone con disabilità "costringa" i cittadini a rimodulare il loro approccio nel porre attenzione ai vicini, nell'organizzare le riunioni, nell'occupare gli spazi comuni. Operazioni imprescindibili se si vuole includere ogni forma di disabilità in un contesto comunitario.
Aprendo servizi e attività a forte valenza inclusiva, come negozi, fattorie, esercizi pubblici (bar, palestre, biblioteche...). In maniera che sia inevitabile il confronto con un modo diverso (per noi migliore) di affrontare il mercato e l'usufrutto dei servizi di benessere e socializzazione. Esempio: una palestra gestita come cooperativa sociale, senza fine di lucro, con vari ammortizzatori economici nella fase imprenditoriale, dà al cittadino la possibilità di permettersi un bene "accessorio" a prezzi sostenibili e al tempo stesso lo avvicina al mondo della disabilità in maniera diretta.
Partecipando ai dibattiti pubblici su temi come l'accoglienza, la sostenibilità, il rispetto, la legalità e facendolo anche in forza del nostro atteggiamento verso la disabilità, non come ostacolo, ma come chiave di lettura virtuosa e alternativa al mondo che va in doppia velocità e perde di vista i meno attrezzati.
Coinvolgendo le persone con disabilità, grazie alla nostra mediazione, nel partecipare alle iniziative di quartiere e/o intervenendo nelle scuole portando la loro soggettiva e peculiare ricchezza.
Organizzando feste, momenti conviviali, concerti, punti d'incontro in territori sempre più aridi da questo punto di vista.
Chiedendo spazi e collaborazione a altre realtà (oratori, circoli culturali, chiese, piazze...) per non restare auto referenti e finire letteralmente "dislocati" dal nostro territorio.
Facendo da capo fila o da partner di reti di realtà territoriali finalizzate a reperire fondi e/o rendere sistema progetti di inclusione e di arricchimento culturale.

Tutto questo avviene nella rete di Immaginabili Risorse con parecchie iniziative, ma è soprattutto l'attitudine che va valorizzata, coltivata e premiata.
Esempi virtuosi ne presentiamo molti e questo ci dà soddisfazione e ci stimola a continuare in queste direzioni.
Nessuno rimane indietro se ci ricordiamo sempre di guardarci e prenderci cura gli uni degli altri, questo è fare comunità.


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